Quanti tipi di promoter esistono? Ecco 3 categorie

Leggi di più

Il punto vendita è teatro di esperienza e il promoter può fare la differenza nella Shopper Experience: può creare e rafforzare la relazione tra consumatore e Brand.

Quanti tipi di promoter ci sono però? Se quattro sono le categorie di trade marketing manager, tre sono le tipologie di promoter.

Il punto di partenza per la suddivisione può essere l’obiettivo dell’attività di promozione e quindi l’intensità del livello formativo necessario al promoter. Abbiamo quindi i promoter dedicati al semplice sell out in attività spot, il promoter brand activator e quello customer experience centered.

Promoter spot

Soprattutto durante i periodi festivi e le ricorrenze stagionali si parla di promoter per attività spot, giornate di promo attivate per un periodo limitato.

I promoter in questo caso sono utili al Brand per avvalorare l’esperienza di acquisto delle persone in store. Ed è così che nei grandi negozi, GDS e GDO si vedono promoter che spiegano il prodotto ai consumatori con l’obiettivo di incentivare il sell out.

Per queste giornate il promoter tendenzialmente riceve una formazione semplice su prodotto e attività veloce finalizzata a spingere il sell out in quelle particolari giornate.

Promoter brand activator

Se poi l’attività si fa più corposa e le giornate in store aumentano ecco che il promoter non solo incentiva il sell out ma aiuta ad aumentare la conoscenza del Brand fra le persone. Per questo motivo la formazione deve essere più ricca. Uno strumento per formare più persone su territorio è sicuramente l’e-learning.

Attraverso piattaforme online dedicate, il Brand trasmette tutto il sapere necessario ai promoter. Un esempio è la formazione con Free-Way Learning dove il contenuto viene creato dai team Free-way in accordo con i Brand sotto forma di video, slide e quiz.

Il segreto del metodo sta nella Gamification: il promoter è spinto a portare a termine il compito formativo grazie a premi, ricompense e a un certificato finale che lo incentivano nel percorso.

Una formazione ricca ma just-in-time: in poco tempo i contenuti vengono strutturati e caricati sulla piattaforma pronti per l’apprendimento.

Il promoter customer experience centered

Non solo sell out, non solo Brand activation ma anche customer experience: quando il promoter è vero volto del Brand e svolge un’attività continuativa allora si parla di un profilo molto professionale e la formazione fa la vera differenza.

Come il metodo Evolutive Training della Academy Free-Way: un corso dedicato alle risorse operative basato sulle più innovative tecniche di comunicazione e approccio al cliente in store, nonché sull’utilizzo di applicazioni e piattaforme dedicate all’attività.

Il primo step del metodo riguarda la comunicazione in store con le persone. Nel 75% dei casi, fino anche nel 95%, la molla che inizialmente spinge un consumatore a focalizzare la sua attenzione su un dato prodotto arriva dalla parte irrazionale del suo cervello. Il neuromarketing è quella branca delle neuroscienze che si occupa dello studio delle logiche irrazionali che muovono le persone nelle loro decisioni d’acquisto.

Pertanto diventa oggi fondamentale fornire ai promoter alcune nozioni su queste dinamiche per renderli più consapevoli durante l’approccio comunicativo in store.

 

A questo primo step ne segue un secondo dove il promoter viene formato su tutti gli strumenti e applicativi che deve saper utilizzare per svolgere a pieno la fase di reportistica e di comunicazione con l’account. File excel, report online, gallerie fotografiche, badgetura online: sono tutti fattori questi che diventano ancora più fondamentali quando si parla di attività continuative.

Poi arriva il terzo step, quello dedicato alla formazione tecnica. Team di technical marketing svolgono lezioni su specifiche tecniche e più in generale sui prodotti del Brand.

È così che vengono dati tutti gli strumenti ai promoter, è così che si trasformano in vero volto del Brand.

E tu scegli sempre il promoter giusto? Chiedici un consiglio!

Contattaci