Neuromarketing e field marketing: quanto contano le emozioni?

promoter e Neuromarketing
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Secondo Gerald Zaltman, professore alla Harvard business School, il 95% delle decisioni di acquisto viene influenzato da processi che coinvolgono l’inconscio e sono quindi di tipo irrazionale. Il Neuromarketing e la Consumer Neuroscience si occupano proprio di indagare i fattori irrazionali che influenzano le decisioni di acquisto, la prima focalizzandosi sulle performance del prodotto la seconda sul comportamento del consumatore.

Lo spiega approfonditamente la dottoressa Lucia Carriero, PHD, Co-Founder & CEO di Neuroset UK e Neuroset Italia, in un’intervista dedicata a Free-Way che uscirà nei prossimi giorni. La dottoressa chiarisce infatti i benefici concreti che le neuroscienze possono dare al marketing in generale ma soprattutto al field marketing.

Neuromarketing: partire dalle emozioni

Si parla sempre più del grande valore che le neuroscienze apportano al marketing, alla comunicazione e alla ricerca di mercato.
Noi consumatori, perché alla fine lo siamo tutti, quando acquistiamo non siamo guidati dalla nostra sfera razionale ma piuttosto da quella inconscia, intuitiva ed emozionale. E non possiamo farci nulla: l’acquisto spesso è di pancia. Per questo da tempo ci si interroga sull’impatto di queste dinamiche nel marketing e nel field marketing.

Infatti, lo store è il regno dell’emozione: l’interazione con il prodotto, il toccarlo con mano, i suoni e i profumi dell’ambiente, la comunicazione con il personale addetto alla vendita, i materiali espositivi, sono tutti elementi che stimolano la parte emotiva del nostro cervello e possono portare o meno all’acquisto.

Una sfida per il neuromarketing è proprio quella di riuscire a individuare quei fattori che nel retail influenzano l’esperienza dello shopper, quali sono gli elementi che guidano il comportamento d’acquisto nel negozio fisico, cosa emoziona e ingaggia le persone nella scelta di un prodotto sullo scaffale

Così spiega nella ricca intervista la dottoressa Lucia Carrierio a cui abbiamo fatto diverse domande su questo argomento così attuale. Per esempio:

– quali sono i fattori inconsci che influenzano le decisioni di acquisto?
– quanto le neuroscienze sono utili a una strategia di field marketing?
– come grazie al neuromarketing, una strategia di visual merchandising può essere o meno ingaggiante?
– è possibile misurare il ritorno di investimento di azioni di Neuromarketing sul field?

Questo e molto altro verrà spiegato nel prossimo articolo, non perdetevelo!

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Anna Puglisi

Anna Puglisi

Responsabile Comunicazione, Copywriter & Content Marketer per Free-Way